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In Negozio

Andrea è il direttore artistico: espertissimo e gran conoscitore, è il selezionatore dei vini, fuoco del rossorubino. Instancabile degustatore, sono due le sue aree di massima competenza e fanatismo: la Langa dei grandi Barolo & Barbaresco e la Borgogna del nobile Pinot Noir. Non chiedetegli di scegliere fra le due zone, il giorno che lo farà probabilmente smetterà di bere e soprattutto di cercare.

Edoardo è la spinta pragmatica del Rossorubino, colui che tiene l’azienda con i piedi per terra, dalla selezione dei prodotti tipici all’angolo degustazione, fino alla realizzazione degli eventi. In merito ai vini, la sua più che una profonda competenza è una magnifica ossessione: le bollicine, che tradotto vuol dire Champagne. Unica raccomandazione, non domandategli mai se gli piace il Merlot.

Piero blogger in ascesa, micidiale nelle degustazioni alla cieca, abbina alla preparazione tecnica un’eloquenza inarrestabile: se non sta bevendo vino, senz’altro ne sta parlando. Formatosi fra il Tevere e l’Arno è il nostro esperto del Sangiovese più intransigente e di Cabernet con l’accento toscano. Crede che si debba bere senza paracadute e dei suoi vini del cuore ama soprattutto le annate piccole. Se non è aria questa!

Alessia scorre come l’acqua tra gli altri elementi favorendone la compatibilità. A differenza dei propri collaboratori, sa fare bene due cose contemporaneamente e a volte anche tre. Rende concreto l’astratto attraverso la resa grafica delle idee e tiene il nostro pubblico aggiornato su quello che beviamo e scopriamo. Non capisce il vino che non parli di territorio o che lo mascheri col gusto del legno. I suoi bianchi del cuore hanno la luce e la mineralità di un ghiacciaio alpino.


In cucina

Elisabetta più che la Chef, la cuoca, come si definisce lei stessa a dimostrazione che di troppi fronzoli è meglio fare a meno. Terminata l’esperienza allo Scannabue, locale che ha contribuito a lanciare, ha deciso di sposare l’idea di una cucina all’incontrario che parta dai vini per arrivare ai piatti. Equilibrio e mano leggera sono le sue caratteristiche principali, unite ad una costante eleganza di esecuzione.

Shalini è il complemento di Elisabetta, con lei forma l’amalgama ideale, il lato zen e quello vulcanico. Per la prima volta si cimenta alla guida di una cucina, dopo aver accumulato esperienze in ristoranti di grido tra Torino e Londra. Ha deciso di unirsi alla brigata attratta da una duplice sfida, avere un ruolo di primo piano tra i fuochi e sperimentarsi nei territori dell’abbinamento cibo-vino.

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